Chi siamo

ControVento è uno spazio di idee. Uno spazio aperto, libero, non convenzionale. Un luogo di discussione ma anche di azione sociale e culturale. Perché crediamo che anche la migliore delle idee sganciata dalla concretezza rischia di essere vana.
Il vento che soffia in Liguria, a Genova e in buona parte del Paese è' un vento che porta individualismo e disuguaglianze, un vento di destra.
Noi siamo da un'altra parte.
Ma anche le idee di chi sta, come noi, a sinistra hanno bisogno di un nuovo senso, di una nuova profondità, di una nuova direzione.
Le sconfitte bruciano. Ma spingono anche a rigenerare le proposte, la capacità di lettura della realtà, il pensiero. Costringono a sottoporre a severa critica le nostre convinzioni, a superare le colonne d'Ercole di ciò che abbiamo fatto, nel bene e nel male, nel passato più o meno recente, e ad affrontare una navigazione spesso a vista nel mare grande del futuro che è davanti a noi. Vogliamo farlo guardando alle buone prassi della politica, dell'amministrazione e dell'impegno sociale perché crediamo che la buona politica esista e vada sostenuta. Lo faremo con i valori fermi (giustizia sociale, solidarietà, lavoro, antifascismo), ma senza remore nell'affrontare punti di vista e contributi inediti, innovativi e anche di rottura con gli schemi politici e programmatici che abbiamo praticato fin qui.
Perché quando si perde si deve cambiare. E perché una sinistra che non è cambiamento è già morta.
Vogliamo tornare a scandagliare a fondo e con rigore la realtà sociale, economica e culturale del territorio in cui viviamo perché pensiamo che senza analisi non c'è proposta che tenga e perché il polso della realtà lo abbiamo smarrito da tempo. Ed è bene riprenderlo. Ma anche perché di soli slogan e tweet si può morire. Ospiteremo interventi di chi come molti di noi milita nel PD o nel campo largo del centrosinistra, ma ci apriremo volentieri anche al contributo di chi è fuori da noi impegnato nel mondo dei lavori, delle professioni, delle imprese, nel sindacato, nelle associazioni di categoria, nel vasto universo del terzo settore. Perché le relazioni sociali per noi sono il sale della politica e perché crediamo nel limite di quest'ultima, che ha bisogno di contaminarsi con le altre forme di rappresentanza per riconnettersi con la trama del presente.
Noi faremo la nostra parte. Con una scelta di campo. Dalla parte dell'innovazione piegata al principio dell'equità sociale. Viviamo al tempo di grandi contraddizioni, un tempo in cui convivono la rivoluzione digitale e l'aumento della povertà, la globalizzazione e la paura dei diversi, la più alta scolarizzazione mai conosciuta e il più alto tasso di disoccupazione giovanile di sempre, un tempo in cui la sfida ambientale diventa essenziale per non far morire il nostro Pianeta.
Vorremmo dar vita ad un cantiere di idee e proposte per capire meglio questo tempo nella realtà ligure e genovese e per provare a ricomporre questa realtà in una visione di futuro. Come quella che il centrosinistra mise in campo al principio degli anni 90 prima di smarrirsi nella grande crisi del 2008 e nel logoramento del potere. Ripartiamo dalle città, da chi ci vive e ci lavora, dalle vie, dalle piazze e soprattutto dalle tante periferie non solo fisiche che si sono insinuate fin nel loro cuore. E dai diversi territori che compongono la Liguria, dalla costa al suo grande entroterra.
Pensiamo di ritrovare lì il bandolo di una sinistra di popolo e riformista che ha perso la rotta ma che vuole lottare per ritrovarla. Terremo il nostro mare di bolina stretta, controvento, cercando di non scuffiare, ma di andare avanti con la brezza in faccia, i rimpianti alle nostre spalle, il sogno di una società migliore (e più giusta) davanti a noi.